Il fatto che ritorniamo sull’argomento “carburanti” non è una nostra paranoia, anzi: è semplicemente una grandissima preoccupazione e nessuno sa come andrà a finire…
Una cosa è certa: ogni volta che dobbiamo andare dal benzinaio siamo in ansia per vedere quanto costano benzina e diesel. Mentre noi ce la meniamo alla grande, “fortunatamente” il Governo italiano - “pare” - stia ragionando su una ulteriore proroga del taglio delle accise sui carburanti, puntando ad un Decreto Legge mirato sulla questione.
La volontà sarebbe quella di alleggerire ulteriormente la tassazione statale su benzina, diesel e GPL in accordo con un taglio da praticare anche per i costi legati alle bollette dell’energia elettrica e del gas. Ad oggi il termine ultime in merito al taglio delle accise praticato finora è fissato al prossimo 8 luglio; si deduce, quindi, che in termini di tempistiche ci troviamo all’interno di un range piuttosto ristretto. Mossa tattica per rassicurare un po' gli italiani? Mah, staremo a vedere. Prendiamo atto, comunque, che la sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra, ha ammesso che il Governo Nazionale sta già “lavorando a un nuovo intervento”. E quando il governo “lavora”, c’è da preoccuparsi veramente!!E allora la domanda è questa: perché aspettare di toccare il fondo? Non era possibile intervenire prima? Oggi il caro carburanti ha assunto una configurazione simile a un evento al di fuori di ogni controllo.
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La soluzione da parte del Governo o, nello specifico, da parte del Partito Democratico? Puntare, almeno per due mesi, ad un tetto massimo di prezzi praticabili alla pompa, sia per ciò che riguarda la benzina che per ciò che riguarda diesel e anche GPL. Tutto ciò, ovviamente, in accordo proprio col prolungamento del taglio alle accise.
Il Gruppo Misto propone invece di incrementare l’arco temporale di insistenza del taglio alle accise su benzina e diesel, portando il limite ad ulteriori due mesi: ovvero fino all’8 settembre prossimo. Lo Stato si farebbe carico della misura mediante un piccolo “tesoretto” da 5 miliardi di euro proveniente dai ricavi degli extraprofitti.
Sia benzina che diesel, nel frattempo, hanno superato abbondantemente la soglia psicologica dei 2 euro per ogni litro di carburante erogato. L’Osservatorio del Ministero dello Sviluppo Economico dice che oggi, in modalità self, il prezzo per un litro di benzina è nell’ordine dei 2,069 euro al litro (in media) ovvero 2,006 euro al litro nel caso del diesel (sempre considerando un valore medio). Se passiamo al servito, la benzina si paga in media 2,195 euro al litro ovvero 2,139 euro al litro per il diesel (sempre in media). Intanto il petrolio si attesta, nel caso del Brent (riferimento per l’Europa), a circa 120 dollari al barile.
Secondo voi ce la faranno i nostri eroi del Governo a dare una mano agli italiani o, come direbbe l’Emilio nazionale, ci ritroviamo di fronte alla solita… figura di emme?
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