Attualità Cari francesi, adesso avete rotto proprio il caxxo!!!
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I francesi non solo ci insultano e offendono per quanto riguarda il problema dei migranti e extracomunitari, ma ci vogliono anche insegnare a “fare sistema”. É quanto emerge dalla tavola rotonda “Le filiere produttive tra crisi e sfide per il futuro” organizzata a Milano dalla CCI France Italie.

Fare sistema per un percorso di crescita e sviluppo condiviso a fronte della grave crisi energetica e degli effetti della precaria situazione internazionale. E cosa significa “fare sistema” per questa gentaglia? Che ci dobbiamo mettere a 90° per favorire i loro business?

La tavola rotonda “Le filiere produttive tra crisi e sfide per il futuro”, organizzata nei giorni scorsi a Milano da CCI France Italie nell’ambito del Club CSR con la partecipazione dei CEO e Amministratori Delegati di quattro multinazionali francesi storicamente radicate in Italia Carrefour Italia, Gruppo Lactalis in Italia, Michelin Italiana, Renault Italia – ha fatto emergere un invito alle istituzioni e al sistema economico per una maggiore coesione e sinergia. La crisi ha evidenziato la fragilità delle filiere di approvvigionamento in diversi settori, tra cui quello dell’agroalimentare e dell’automotive, e per garantire gli obiettivi di sostenibilità e innovazione che le Istituzioni europee hanno indicato nel Green New Deal serve una linea d’azione comune che coinvolga non solo le aziende italiane, ma anche i grandi gruppi esteri più attivi e presenti in Italia. 

Ma questi francesi non possono farsi i caxxi loro e pensare alle loro grane? Ma quando la smetteranno di fare gli insegnanti prepotenti e sfrafottenti? Visto e considerato che noi di Thegarage ci occupiamo di automotive, vi riportiamo solamente (e semplicemente) le dichiarazioni dei numeri 1 di Michelin Italia e Renault Italia. Così, giusto per farci un’idea di come questi francesini del cacchio siano convinti di essere i migliori e i più bravi di tutti.

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“Alla crisi sanitaria Covid-19 si sono aggiunte in rapida sequenza altre crisi globali, in un crescendo mai registrato in precedenza - commenta Simone Miatton, CEO Michelin Italia - Ci troviamo ad operare in un contesto sociale di mercato molto sfidante, che dimostra in pieno la pertinenza della strategia “All Sustainable” del Gruppo Michelin, basata sulla continua ricerca del migliore equilibrio tra le 3 P di People, Planet e Profit. L’Italia, per la sua storia industriale e la qualità della sua forza lavoro, ha delle importanti carte da giocare in uno scenario internazionale dove gli equilibri consolidati sono rimessi in discussione. In questa situazione Michelin Italiana, che oggi rappresenta, con oltre 3700 dipendenti, il primo produttore di pneumatici del Paese, contribuisce alla crescita del Gruppo puntando ad essere un riferimento sulla digitalizzazione e l’innovazione di processo, sulla flessibilità organizzativa e l’eccellenza operativa, sulla responsabilizzazione e lo sviluppo del proprio personale all’interno di un quadro di rispetto e attenzione per le tematiche sociali e ambientali. Auspico che su questi temi si possa costruire un dialogo aperto e costruttivo per ricevere supporto da tutti gli stakeholder. In tempi così incerti e difficili le aziende che svolgono un ruolo sociale concreto e tangibile non devono essere lasciate sole”.

Ancor più imbarazzante le dichiarazioni di Raffaele Fusilli, Amministratore Delegato Renault Italia: “Per istituzioni ed aziende private, l’arduo compito, nel breve termine, sarà quello di plasmare una società più moderna, in grado di evolvere responsabilmente tra innovazione e sostenibilità, afferma. Oggi, noi che lavoriamo nell’industria dell’auto siamo di fronte ad una rivoluzione copernicana, i cui tre principali ingredienti sono la transizione tecnologica, la transizione energetica e la transizione digitale. Elementi che, sommati l’uno all’altro, possono essere volano di sviluppo economico e opportunità per l’intero comparto, a condizione che vi sia un approccio sinergico pubblico-privato ad accompagnare questa rivoluzione. Per il Gruppo Renault, l’Italia e i suoi fornitori sono una leva fondamentale data la loro centenaria esperienza e conoscenza dell’industria automotive. Ad oggi, il Gruppo realizza acquisti per circa 1 miliardo di euro in Italia, al 40% attorno al gruppo motopropulsore ed i suoi componenti, grande punto di forza del mercato italiano. Renault intende fare un passo avanti e sviluppare un sistema solido attorno alla catena del valore dell’auto elettrica, alla tecnologia, alla digitalizzazione e all’economia circolare.

Italia e Francia sono partner economici storici e importanti e le loro economie rappresentano il 30% del PIL europeo. Nel 2021 l’Italia è per la Francia il 3° partner commerciale e il 2° cliente mentre la Francia si assesta come secondo partner commerciale per l’Italia. La Francia si conferma primo investitore in Italia e conta 2.119 partecipazioni in aziende italiane che creano 289 000 posti di lavoro. Le aziende italiane sono a loro volta in piena espansione oltralpe con una forte crescita tra il 2020 e il 2021. Nella lista dei Paesi esteri investitori in Francia, l’Italia è passata dal 9° al 5° posto nel giro di un anno. L’Italia, infatti, conta oggi oltre 2.000 aziende in Francia che creano oltre 100.000 posti di lavoro”. 

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