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Finito il primo trimestre dell’anno, si incomincia a fare un po' di conti ma, guarda caso, i conti non tornano. Se si vendono meno auto, infatti, come cazzo è che guadagnano di più?
Volkswagen, Stellantis, Mercedes, BMW: tutti che hanno aumentato gli utili alla faccia della diminuzione delle vendite nel primo trimestre 2022. E’ la grande contraddizione di un mercato sempre più “ubriaco” di… “birra alla spina”!
Pandemia, crisi dei chip, e microchip, forniture allo sbaraglio, consegne non consegnate: da una parte chi non ha soldi per acquistare una vettura nuova e dall’altra l’incazzatura di chi, avendone comprata una, deve aspettare una vita prima di potersela godere. E poi, questa stramaledetta guerra che, oltre a procurare morti, fa danni a volontà tranne che ai produttori di armi. E siccome in tempi di crisi come questo chi è povero è destinato a diventare ancor più povero e chi è ricco diventa ancor più ricco, ecco che i costruttori in generale, ma in particolari quelli premium, si sono concentrati sulla produzione di veicoli con margini più elevati. Il risultato? Un aumento del 28% circa dei prezzi delle auto nuove e, cosa ancor più penosa, anche di quelle usate.
Nell stesso tempo, tutto questo casino in merito alla carenza di vetture in pronta consegna ha fatto smaltire la “truffa economica” delle auto a “km zero” e di quelle invendute nei piazzali dei concessionari cancellando la pratica degli sconti e delle promozioni.
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In questo scenario, non sorprende quindi che l’utile operativo del Gruppo BMW sia aumentato del 12% nel primo trimestre (e i ricavi del 16,3%), nonostante un calo del 6,2% nel numero di auto vendute (596.907). BMW ha dichiarato che… “I prezzi più elevati non solo hanno aumentato le entrate derivanti dalla vendita di veicoli in leasing - in particolare in Usa e UK – ma hanno anche contribuito a compensare in parte l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia”.
Anche Stellantis “se la tira” urlando al mondo intero di aver chiuso il primo trimestre dell’anno con ottimi risultati: le consegne hanno subito un forte calo, ma i ricavi sono cresciuti a doppia cifra grazie al miglior mix di prezzo e prodotto. Il funambolico Carlos Tavares ha annunciato che sono stati consegnati 1,374 milioni di veicoli, il 12% in meno “a causa degli eventi avversi che caratterizzano questo momento storico”. Il fatturato però è cresciuto del 12% a 41,5 miliardi di euro. Il Gruppo ha attribuito la crescita dei ricavi anche alla forza dei nuovi modelli di Jeep in Nord America; di DS, Fiat, Opel e veicoli commerciali leggeri in Europa; ancora Jeep, Peugeot e Citroën in Medio Oriente e Africa; Fiat, Jeep e Peugeot in Sud America.
Stesso discorso per Volkswagen il cui utile è aumentato anno su anno da 3,4 miliardi di euro a 6,7 miliardi di euro tra gennaio e marzo. E nonostante il Gruppo abbia consegnato circa un quinto dei veicoli in meno a causa della crisi dei semiconduttori e prodotto quasi il 12% di auto in meno, il suo fatturato è aumentato dello 0,6%. Il gruppo tedesco ha anche dichiarato “che sta ancora superando varie crisi, tra cui una carenza globale di chip, problemi alla catena di approvvigionamento legati alla guerra in Ucraina e nuovi blocchi causati dal Coronavirus in Cina”.
E Mercedes? Trimestre da record. Il Gruppo di Stoccarda ha, infatti, un utile operativo di 5,3 miliardi di euro con un fatturato di 34,9 miliardi, che rappresenta un margine operativo del 15% (16,2% per la sola divisione automobilistica). “Il calo delle vendite - hanno spiegato in Mercedes – è stato compensato dall’aver puntato sulle vetture di fascia alta, che permettono di realizzare margini migliori”. In controtendenza Ferrari, che ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 239 milioni di euro (+16%), supportato però dal 17% di vetture vendute in più. Ma Ferrari, si sa, corre sempre più forte degli altri…
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